Carta, materia intelligente

Come si fa a mantenere alta la qualità del prodotto utilizzando meno energia? La risposta risiede, innanzitutto, nella selezione delle materie prime. Dal momento che la maggior parte della fibra vergine viene importata, è fondamentale scegliere quelle già dotate delle caratteristiche desiderate, riducendo al minimo la necessità di interventi trasformativi.
Attualmente, per la carta destinata all’editoria, si utilizzano principalmente due tipi di fibra vergine: quella di abete, proveniente dal Nord Europa, e quella di eucalipto, coltivata in zone più calde come Sudafrica e Brasile. Accanto a questo, l’impiego di fibra riciclata riduce il volume della materia prima importata.
L’Italia vanta un sistema di riciclo tra i più avanzati al mondo. Già nella nostra tradizione industriale, la carta non si butta mai. Negli anni ‘70, quando la sensibilità ecologica era agli albori, le tipografie più avvedute conservavano religiosamente ogni ritaglio, ogni fondo di bobina, ogni scarto di lavorazione. Il recupero è dunque una prassi consolidata nel settore. Chi stampa sa quanto vale questo materiale.
Questo estratto fa parte di un articolo di Paola Carbone, pubblicato il 15.4.26 su Printlovers magazine online.
Ringraziamo l’autrice e l’editore per la concessione.
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